Storia di Trani


La Cattedrale di Trani, che fu definita dal Lenormant "La regina delle cattedrali di Puglia", è il simbolo dell’età artistica del “romanico” e del
periodo normanno svevo, di più di due secoli, XI “; XIII nel quale la città raggiunse il massimo fulgore economico-commerciale ed artistico, imponendosi come porto tra i più importanti dell’Adriatico; lo attestano i rapporti con Genovesi, Pisani, Fiorentini, Veneziani, Amalfitani e Ravellesi ed il prosperare della più fiorente colonia ebraica del meridione. In questo periodo furono edificate le chiese romaniche, oltre alla Cattedrale, di Sant’Andrea, San Giacomo, dei Templari (Ognissanti), della S.Trinità (San Francesco), Santa Maria di Colonna e Santa Maria di Giano, oltre a numerose altre di cui restano ruderi o solo testimonianze. Naturalmente a quest’età appartiene anche il grandioso Castello. Non a caso in questo periodo, insieme ad altri famosi, opera a Trani alle porte della Cattedrale, lo scultore Barisano da Trani, che operò anche alle Cattedrali di Ravello e di Monreale; discepoli nell’eccellente scultura artistica religiosa di Barisano furono, tra gli altri, Anseramo, Nicola da Trani, Simone Raguseo, ecc. che arricchirono con le loro opere tutto il meridione e non solo d’Italia. A questa età, non a caso, appartengono anche gli Ordinamenta Maris Trani, In cui Trani, prima delle altre città marinare, codifica per la prima volta usi e costumi del commercio e della navigazione marittima (1063).

LE ORIGINI DI TRANI

La leggenda attribuisce la sua fondazione a Tirreno, figlio dell’eroe omerico Diomede, ma la prima traccia storica di Turenum è nella Tabula Peutingeriana, itinerario romano del
III sec.d.c. per cui si potrebbe collocare l’origine di Trani al I sec. La documentazione storica di Trani parte, tuttavia solo dal IX sec.nell’età dei Longobardi e poi Bizantini, quando fu elevata a sede vescovile. Nell’età federiciana dato lo sviluppo delle numerose attività locali, allargò considerevolmente la sua cinta muraria; cinta muraria che restò in piedi fino al 1846.

Sotto gli Angioini ci fù un periodo di crisi, da cui si risollevò nel XV secolo sotto gli Aragonesi con grande espansione commerciale, di quest’età sono testimonianza il palazzo Caccetta, il palazzo Palavano 8oggi Lambert), il palazzo Vischi, il monastero di Santa Chiara. Dopo il dominio veneziano (1496-1528) che vide sorgere le chiese di Sant’Agostino e San Rocco, Trani passo sotto il dominio spagnolo nel quale fu il centro più importante, giudiziario ed amministrativo della Terra di Bari, tanto da divenirne capoluogo. In tal modo giunse al culmine la fortuna di Trani nella quale vennero a convergere i centri
direzionali, giuridici,culturali ed intellettuali della Puglia
a cui non fu estranea la presenza dell’Arcivescovado e della Sacra Regia Udienza Provinciale.

A tale assunta importanza naturalmente seguì una grande espansione edilizia, che doveva fornire sedi adeguate ai principali esponenti del potere amministrativo, giudiziario, politico ed economico, ed ecco il fiorire di prestigiosi palazzi quali Palazzo Torres (ora sede del tribunale), Beltrani, Lopez, Bianchi, Venticelli, Covelli Antonacci, Quercia e Chiese come Santa Teresa, San Domenico e San Lorenzo. Comunque l’avvenimento cruciale anche per le sorti future di Trani fu la completa devastazione che subì nell’aprile 1799, quando, dopo altere vicende nelle quali il popolino aveva preferito il regime borbonico, massacrando l’elite liberale che lottava per gli ideali della rivoluzione, la città fu punita duramente e messa a ferro e fuoco.

Conseguentemente perse ogni supremazia fino ad allora conquistata e fu declassata Murat e Bonaparte in favore della città di Bari. Mantenne sempre alta, comunque, la tradizione culturale, da ricordare
V.Vecchi che pubblicò la prima rivista letteraria e storica della Puglia e quella giudiziaria, poiché nel 1817 fu sede della Gran Corte Civile con giurisdizione su terra d’Otranto e Bari, e nel 1861 fu Corte d’Appello delle Puglie, oltre che per i territori suddetti, anche per la Capitanata. Tuttavia questo ultimo ruolo fu perso
nel fascismo quando Trani venne privata anche di quest’ultima importante competenza giudiziaria.

La struttura urbanistica di Trani si divide in tre parti: La zona antica, le cui mura furono abbattute nel 1846, è delimitata dal porto, via M.Pagano e Via Alvarez:essa è la parte più suggestiva, rimasta integra nel suo valore storico ed artistico, per la buona conservazione dei palazzi e delle strutture non deturpate esteticamente da sconci e brutture modernistiche. Poi vi è la parte ottocentesca dotata di vie spaziose e rettilinee, e di palazzi decorosi e signorili, situata ad oriente e mezzogiorno del borgo antico. Infine la terza parte, costituita dalla grandissima espansione edilizia degli ultimi anni, che ha praticamente congiunto il centro di Trani, con quella che era la zona residenziale-giardino verso la penisola di Colonna, e con le linee direttrici verso Corato ed Andria,
si compone di quelle strutture edilizie moderne e, a volte, funzionali, che sono tipiche di tutto il nostro Paese.

E’ evidente, per quanto detto, che Trani è riuscita a conservare le bellezze naturali: porto, villa sul mare, penisola di Colonna, inserendo in esse un prodotto architettonico di alto livello storico ed artistico, che si è mantenuto integro fino ai nostri giorni.
l nome, lo stemma
Le origini del nome e lo stemma della città di Trani
LE ORIGINI DEL NOME

Il nome della città sembra che derivi secondo una leggenda da Tirenum o Turenum. La tradizione vuole che la città sia stata fondata da Tirreno, figlio di Diomede e ricostruita dall’imperatore Traiano. A testimonianza di questo, un’epigrafe un tempo esistente su una delle porte della città, il cui testo diceva: Tirenus fecit, Traianus me paravit - Ergo mihi Tranum nomen uterque dedit. Una riproduzione di questa epigrafe la si può trovare all’interno di palazzo Candido.


LO STEMMA DELLA CITTA’

Lo stemma della Città viene creato nel 1098, in esso è raffigurato un drago, ad ali spiegate, nell’atto di schicciare sotto i suoi artigli una testa taurina, con una torre sul dorso. L’alto significato che si ricava dallo stemma con i tre aggettivi, scritti sul nastro decorativo, è la potenzialità della Città di sopravvivere ad ogni evenienza e ad ogni sfortuna, per il carattere della sua gente animosa (ferox), operosa e potente (fortis), e pronta sia a difendersi che ad offendere nella sua continua vitalità (fertilis). Lo stemma lo si può vedere sulla Torre dell’Orologio( chiesa di San Donato), recentemente restaurata.


E’ la Tabula Peuntingeriana che cita per la prima volta Turenum (La tabula Peuntigeriana è la copia del XIII sec. di un itinerario romano del IV sec.). Comunque notizie certe di insediamento urbano si hanno dal IX sec. :la prima occupazione fu longobarda e, successivamente, bizantina.Sede di vescovado, nel XI sec. superò per l’acquisizione di possedimenti la sede vescovile di Canosa, andata in rovina a causa dei Saraceni. Nel sudetto secolo la costruzione della cattedrale, sotto i Normanni, sta a significare l’importanza che la città era venuta ad assumere, anche come centro di scambi commerciali e culturali con il vicino Oriente.

Foese a quest’età si potrebbero ricondurre gli Ordinamenta Maris, cioè regole marittime necessarie per i traffici commerciali, anche se il testo giuntoci è del XVI sec., che a sua volta si rifarebbe ad uno del trecento. La fortuna di Trani è, quindi, legata al porto ed alle Crociate, che ad esso si riferirono: tale ricca situazione commerciale fece giungere, fino dal XI sec. famiglie dalle Repubbliche Marinare(Amalfi,Genova, Venezia ) che si insediarono nella città, che già godeva di una ricca presenza ebraica con Giudecca e sinagoghe varie, conservatesi bene fino ai nostri tempi, che resero Trani la città più ebraica del meridione nel suo tempo.

D’altra parte l’importanza politico commerciale di Trani è dimostrata dalla presenza di un console di Venezia sin dal XII sec.e da quelli di altri consolati addirittura del nord Europa, come Inghilterra, Olanda, ecc., le cui sedi erano situate, come ancor oggi si può leggere dalle epigrafi consolari, nei caseggiati difronte alla Cattedrale. Non mancarono, oltre alla ricca e fiorente colonia ebraica, anche i mercanti fiorentini, che attestarono che, dopo Venezia,
Trani era il più prosperoso porto dell’Adriatico. Con Angioini ed Aragonesi (XV-XVI sec.), la città attraversò un periodo di crisi, aggravato subito dopo dal dominio spagnolo, e dalla conseguente cacciata degli Ebrei, che da sempre avevano costituito il più potente fulcro economico della sua società, tanto è vero che ci è nstato tramandato dal Medioevo un detto significativo, attribuito a Federico II, che dice: Fugite Tranenses, ex sangune Judae discendentes.

Comunque, successivamente, fra il XVII e XVIII sec. con il passaggio sotto il regime borbonico, il conseguente miglioramento di gran parte dell’economia meridionale, e soprattutto la crescita di una doviziosa classe sociale aristocratica-borghese, dedita al latifondo ed al commercio, che la arricchì anche architettonicamente di una splendida serie di palazzi sontuosi e marmorei, distendendosi ad est oltre le mura, e lungo il porto, la città acquistò l’antica floridezza, e giunse a diventare capoluogo di Provincia, fino all’avvento del regime Napoleonico e di Gioacchino Murat, che spodestò i Borboni, sotto il quale fu privilegiata la città di Bari.

Non a caso in tale contesto si pone il famoso eccidio del 1799, compiuto dai Francesi a danno della città, che fu messa letteralmente a ferro e fuoco, rea di aver parteggiato per i Borboni. In tale diatriba non è un caso che, subito dopo il ritorno dei Borboni, dopo la caduta di Napoleone, la città recuperò la primitiva egemonia su Bari e nel Regno di Napoli, oltretutto anche per motivi giuridici, culturali, oltre che economici, per perderla definitivamente all’interno del Fascismo nel primo Novecento.
Lo Sviluppo

Urbanistico
Gli insediamenti e lo sviluppo della città
I primi insediamenti, come risulta da ricerche archeologiche e reperti fossili, avvennero nell’età del Bronzo, lungo la penisoletta e il promontorio di Colonna, ovviamente scelti dai primitivi abitanti per la conformazione del sito a mò di piccolo promontorio elevato, con insenatura naturale (luogo dove in alto Medioevo sorse il Monastero Benedettino). Le prime mura sorsero verso il IX sec., evidentemente per difendersi dalle incursioni dei Saraceni; di tale nucleo rimane solo la cosiddetta Porta Aurea o Antica, ancora visibile nel vicolo tra via Cambio e via La Giudea, che rappresentava la comunicazione del castrum con il litorale ad oriente.

Il percorso di queste prime mura era circolare: esse avevano quattro porte, una importante delle quali era la porta Vassalla, detta così perché doveva comunicare con la parte bassa della città verso il litorale; Era situata a partire dalla parte meridionale della Cattedrale e la chiesa di Santa Lucia, oggi palazzo Gadaleta e via Archivio. Altre due porte erano Porta Nova, presso l’attuale piazza Mazzini, in asse con via Beltrani e quindi con la Cattedrale, e Porta Vetere, anticamente indicata come Porta Barletta, perché metteva in comunicazione la zona occidentale della città con Barletta.


Fu la Cattedrale, in seguito a rappresentare il polo attrattivo cittadino, che condizionò lo sviluppo anche edilizio successivo, specialmente post-Rinascimentale; riprova di questo è l’odierna via Beltrani, che nel suo asse rettilineo congiunge la Cattedrale all’entroterra, e dove sorsero, a partire dal 600 i più importanti palazzi cittadini dell’aristocrazia al potere. Via Beltrani era tagliata ortogonalmente da un fascio di strade parallele, a spina di pesce, l’attuale via Alvarez limitava la città ad Occidente, mentre le vie di espansione verso Oriente e il porto erano le attuali via Prologo e La Giudea. Comunque a partire dallXI sec., questa prima struttura alto-medioevale travalicata; dapprima si costruirono due monasteri:Santa Maria di Colonna e la S.S. Trinità(odierna San Francesco).
In questa fase di Basso Medioevo, vie principali divennero la via Carraria( oggi via Mario Pagano) e la via Civitatis( oggi via Ognissanti) che si riunivano, verso Risceglie, sul largo,oggi Piazza Libertà. Ci fù, a questo punto, una seconda recinzione di mura, nel XIII sec.contemporaneamente alla costruzione del Castello;essa si spinse, quindi, molto più ad oriente, e, con la costruzione della porta di Andria, verso il corrispondente agro di tale importante città.

Con gli Angiò, età di grande splendore di Trani, tra il XIV e XV sec., la città si numerosi palazzi gentilizi, attestanti il potere delle nobili famiglie: essi nacquero nella zona di Porta Nuova e di Piazza San Marco(dove poi sorse la chiesa barocca di Santa Teresa); due importanti fra questi sono: il Palazzo Palavano, poi Festa Campanile poi Lambert e il Palazzo Caccetta ( che forse per sfregio di neo-ricchi fu costruito di fronte al più antico Palazzo Sifola, oscurandone la vista verso il mare). Invece la zona ancora più ad est, quella corrispondente all’attuale via e chiesa di San Giorgio, era addetta a numerose attività manifatturiere ed artigianali. Solo dal XVII sec. furono costruiti in questa zona una serie di palazzi gentilizi, in candida pietra di Trani, rappresentanti il salto di qualità sociale, culturale, ed architettonica, di una solida classe alto-borghese imprenditoriale ed agraria con mire aristocratiche, che con la costruzione di tali palazzi esprimeva il proprio potere e la svolta della storia di età illuministica dai più ampi risvolti economici e mentali (palazzo Palombo, palazzo Antonacci ecc.).

Nel XIX sec. la città operò il definitivo sconfinamento verso est e verso sud, con lo scavalcamento della cinta muraria, che comprimeva il suo sviluppo anche verso l’entroterra agrario, e anzi con la sua distruzione; nacque l’attuale via Bovio, grande viale a respiro “europeo”, che sorse dove erano le antiche mura occidentali, e, con uno sviluppo pianificato ed ortagonale della rete viaria, comune appunto alla Bari Murattiana, ed alle grandi città europee dell’epoca, nacque il Borgo moderno, trionfo dell’edilizia borghese che ebbe una prima fase di crescita e strutturazione edilizia fino al 1890, data della costruzione della stazione ferroviaria;ed a una seconda ancora più ampia, dopo questa data, quando la struttura urbana si estese anche al di là del limite ferroviario.
Trani fino ai giorni nostri
Situazione e importanza storico culturale di Trani

Situazione geografica e servizii viari di Trani sono ideali: posta ad appena 40Km dal capoluogo, è, si può dire, l’epicentro del Nord-Barese, al centro di un soddisfacente servizio viario (autostrada Pescara-Bari con usita; S.S. 16 e 16 bis, S:S: Trani-Altamura, provinciale Bari-Andria, ferrovia Adriatica). Per essere da sempre città turistico-balneare e centro storico ricco di arte e storia, Trani fu la prima città della regione, a parte Bari, ad avere un’Azienda di Soggiorno e Turismo (1952), per non parlare della tradizione giuridica, con un Tribunale che ha giurisdizione su undici comuni, e degli uffici Statali, per cui è superiore alla stessa Bari (Ufficio delle Entrate, Conservatoria dei Registri Immobiliari, Archivio di Stato, Archivio Notarile).

La sua Arcidiocesi comprende i comuni di: Barletta, Corato, Margherita di Savoia, Trinitapoli, San Ferdinando.
Il centro antico di Trani su cui sono state scritte infinite monografiedi carattere artistico, architettonico, culturale, storico, dai tempi antichi ha richiamato numerose presenze di ospiti illustri, tra i quali si ricorda Vittorio Emanuele II, Umberto di Savoia, il Kaiser Guglielmo II, e, recentemente, i reali di Svezia, di Inghilterra, del Belgio, ecc.
Risintetizzando brevemente le tappe del percorso storico di Trani: abitata già nel periodo preistorico, del Bronzo e del Ferro, (XV-XI sec.a.c.) giunse, però al massimo fulgore nel primo Medioevo, quando addirittura numerose nazioni estere avevano i loro uffici di consolato nei pressi della Cattedrale, di cui ancora oggi si possono leggere le insegne; questo fu dovuto alla grande importanza assurta nei traffici commerciali e marittimi, di cui il porto era l’epicentro, ed alla presenza della più grande”colonia” ebraica del Meridione, razza che si è sempre distinta per la grande attività nei traffici, nel commercio e, perché no?, nell’usura, che ha rappresentato un elemento di circolazione della moneta.
Così Trani rappresentò anche il punto di partenza delle crociate: essa ebbe anche un Ospedale per i Crociati situato a fianco della chiesa di Ognissanti, che fu appunto la chiesa madre dei Crociati.

Dal 1043 al 1073, epoca in cui furono emanati gli “Ordinamenta Maris, fu libera repubblica, prima delle repubbliche marinare, a darsi delle leggi di giurisdizione marittima e commerciale. Ancora più prospera fu sotto Federico II, età dei monumenti romanici, Cattedrale (XIIsec.) marmorea ed a picco sul mare, Castello Svevo (XIIIsec.), chiesa dei Templari(Ognissanti), chiesa di Sant’Andrea e San Francesco. Nel secolo XVIl’istituzione della Sacra Regia Udienza rese Trani il principale astro politico, giudiziario ed amministrativo della Puglia Settentrionale, primato che mantenne fino al 1808, quando, come già detto, i Francesi , dominati i Borboni, le preferirono Bari.

Si è già parlato della brillante espansione architettonica ed urbanistica che ebbe in questo lasso di tempo (capitolo urbanistica), con la serie di splenditi palazzi, che prima del 700, diedero una meravigliosa cornice artistica ad est del porto giungendo a lambire, la rigogliosa Villa Comunale, situata a terrazza ed a picco sul mare ( unica tra le ville italiane) su contrafforte anch’esso di origini medioevali, rimasto miracolosamente intatto nel tempo. In seguito, a metà dell’800, l’abbattimento delle antiche mura segnò la nascita del Borgo moderno, con ampie vie snodate ortogonalmente, secondo un influsso europeo, fiancheggiate da palazzi signorili e borghesi, confortevoli e funzionali, che si fermarono al limite ferroviario, al di là del quale si estendeva e si estende il fiorente agro di Trani, disseminato di una miriade di ville e villin, di singola bellezza artistica.

Il porto, oggi, è importante punto di riferimento della nautica nazionale, sede di importanti competizioni come l’adriatica Cup di vela, la Trani Dubrovinic di vela, la Venezia Montecarlo di motonautica, e del giro d’Italia a vela.
Ma non è solo lo sport ad essere coltivato, i contenitori culturali di Trani (chiese, conventi, palazzi, ville) ospitano convegni e manifestazioni, appunto culturali ed artistici di ogni genere. Suggestive le feste religiose e popolari: da ricordare quella della Coce di Colonna (3 Maggio) e di San Nicola Pellegrino (Luglio Agosto), che ricordano quella analoga di San Nicola di Bari, dove Croce e Statua del Santo vengono trasportate con processione e via mare da peschereggi, toccando così tutte le chiese cittadine.

Altrettanto ricca di iniziative culturali ed artistiche, mondane e scientifiche, è la vita della città, che si snoda attraverso le diverse associazioni, ed i due famosi ed importanti Circoli “Unione” e “ Sporting Club”. Ma non solo il turismo caratterizza le sorti di Trani, a livello economico, la sua floridezza è sempre stata da attribuire alla rinomatissima “Pietra di Trani”, marmo bianco, presente nelle cave della città, di cui essa si servì fin dal secolo XVI, e che causa la presenza di numerose industrie di lavorazione e esportazione della pietra, che danno occupazione e ricchezza ai suoi abitanti: Da rimarcare a tal livello , la presenza di numerose altre industrie nel settore metalmeccanico, della lavorazione del legno, alimentare e soprattutto, vitinicolo: famoso è il vino liquoroso D.O.C. Moscato, conosciuto fin dalla romanità.

Arrivando a Trani, opportuno luogo di partenza per la visita della città è piazza della Repubblica anticamente chiamata Bisceglie perché situata presso l’antica porta per Bisceglie), dalla quale si può dirottare ad ammirare lo splendido Corso V. Emanuele, costruito nell’800, ricco di palazzi nobiliari e monumentali, costruito sulla falsariga dei boulevards francesi dell’epoca. Andando, invece, ad est, ed in direzione del porto, ci si potrà recare a visitare il ricco itinerario della Trani antica, che termina sboccando verso la Cattedrale ed il Castello Svevo.

Nella suddetta piazza densa di folti lecci, è possibile visionare la monumentale statua eretta nel 1915 in onore di Giovanni Bovio, insigne uomo politico e di cultura, che diede lustro a Trani ed al meridione nei primi dell’800. Ai lati sorgono due caratteristiche fontane, adorne di rilievi allegorici.

In conclusione come sarebbe possibile non menzionare la meravigliosa Villa Comunale, a 300 metri dalla piazza ed a picco sul mare, ombrosa di alberi di ogni genere e lussureggiante di piante fiorite, dai cui bastioni da ogni lato ci si affaccia sul profumo della marina, e che ci presenta in prospettiva, quasi incastonati ai lati opposti dell’orizzonte, da una parte il Monastero di Colonna, e dall’altra la “la regina delle Cattedrali di Puglia".


Fonti: La cultura del ’900 a Trani Domenico di Palo, ed. Schena 1996
Indagine sullo sviluppo urbanistico di Trani dall’ XI al XVIII secolo Benedetto Ronchi, 1984
Trani dagli Angioini agli Spagnuoli V. Vitale, 1912
I Primi tempi della città di Trani e l’origine probabile della stessa, A. Prologo, 1883
Le vicende storiche e tecniche del porto di Trani G. Beltrani, 1907

Categoria: Comuni

Città: Trani

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