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La puglia - Caratteri generali

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L’ubicazione decisamente periferica della Puglia si è rivelata un’arma a doppio taglio nella storia e nella cultura della regione. Era una terra ambita, in quanto naturale porto nel Mediterraneo per accedere all’Oriente (e da questo all’Occidente), dai romani che la protessero dall’offensiva cartaginese; ma ciò non bastò perché non vi si insediassero Greci, Bizantini, Arabi, Normanni, Spagnoli, Francesi… La Puglia si qualificò quale linea di confine tra un Occidente romano-germanico e un Oriente greco-bizantino, infatti la sua cultura contemporanea è il frutto della contaminatio tra le molteplici culture che si sono incontrate e scontrate sul suo suolo. ù

A partire dal Medioevo l’ubicazione geografica ha costituito un vero e proprio handicap, relegando alla marginalità una regione priva di una feudalità residenziale di alto livello, oppressa da quella esistente, dipendente da sovrani e capitali troppo lontani. Soprattutto la mancanza di un forte centro di aggregazione,(quale può essere una corte, da sempre scaturigine delle attività culturali), ha ridotto notevolmente le potenzialità e le manifestazioni di un’autonoma vita culturale pugliese, in favore di una cultura essenzialmente "riflessa" dei modelli napoletani. Napoli, capitale del regno anche dal punto di vista intellettuale, vantava un’egemonia assoluta nella produzione culturale e letteraria meridionale. Puglia, Calabria, Molise altro non erano se non un retroterra da cui attingere a piene mani senza mai abbandonare la matrice partenopea. Sede, inoltre, dell’unica università del Sud Italia, Napoli rappresentava la meta obbligata per il compimento degli studi e per quanti volessero prendere parte ai dibattiti o fare attività intellettuali.


Da qui ha origine lo sdoppiamento della cultura pugliese in due livelli :
1) produzione di scrittori/intellettuali residenti : residenziale
2) produzione di scrittori/intellettuali non residenti : non residenziale
Numerosissimi sono infatti i casi di intellettuali che non hanno fatto più ritorno e che hanno contribuito in maniera consistente alle attività di città quali Roma, Venezia, Torino, senza dimenticare i centri europei (in Francia, Germania, Inghilterra). Si è parlato della cronica e deleteria mancanza di corti in Puglia. In realtà ci sono state delle eccezioni, la più rilevante delle quali è rappresentata dalla corte normanna di FedericoII, detto "puer Apuliae", nel 1200: le corti dei Del Balzo Orsini (a Taranto ed Oria), di Isabella D’Aragona e di Bona Sforza (a Bari), degli Acquaviva (a Conversano e Nardò), tra il ’400 e il ’600.

Questi centri feudali, insieme a quelli ecclesiastici e mercantili hanno sviluppato interessanti impulsi di committenza e capacità di aggregazione, incidendo non poco sul lavoro intellettuale e sulla produzione letteraria. Tuttavia non è possibile instaurare una corrispondenza tra la fioritura architettonica (del romanico e del barocco, fino al ’700) e quella letteraria :questa resterà sempre inferiore alla prima.
"Si ha quasi la sensazione che la letteratura abdichi ai propri statuti affidandosi quasi totalmente al figurativo e all’architettonico"(M.Dell’Aquila). Si arriva alla temperie illuministica, che in Puglia si è tinta di sfumature riformistiche. Forte si è sentita l’esigenza di un riammodernamento della struttura statale e di una maggiore partecipazione dei ceti emergenti e produttivi (la Borghesia) al governo della cosa pubblica. Interpreti di tali esigenze si sono resi gli intellettuali pugliesi, i quali non si sono lasciati coinvolgere dai connotati filosofici dell’Illuminismo, facendo della concretezza il loro tratto peculiare.


Attraverso questa presa di coscienza del ceto borghese, si arriva all’800, un secolo che si distingue, letterariamente parlando, per una vivace cultura scientifica, giuridica, economica e amministrativa, ovvero per una cultura "operativa" che rispecchi in pieno il milieu storico-sociale. Sono questi gli anni in cui vieni alla luce l’enorme gap esistente tra Sud e Centro-Nord, e si diffonde a macchia d’olio quel brigantaggio grazie al quale avrà origine la cosiddetta letteratura meridionalista, le cui prime espressioni sono le inchieste parlamentari del neonato Regno d’Italia. Questa filone portante della produzione a cavallo tra ’800 e ’900 caratterizzerà riviste quali "Rassegna Pugliese" di Valdemaro Vecchi, e sarà il punto di partenza per l’affermazione di un’ambiziosa e coraggiosa editoria, oggi di respiro europeo (Laterza). Il 20° secolo è segnato da una profonda riflessione meridionalista ( che ha portato la Puglia ad ottenere importanti risultati: l’Università, l’Acquedotto, la Fiera del Levante…), e da un sentito antifascismo (Tommaso Fiore).


Dunque la Puglia, crocevia di culture, per secoli abbandonata alla deriva feudale, è riuscita a rinascere, conquistandosi di diritto un posto nel contesto culturale italiano, europeo.

Fonti: Rilevazione diretta, interviste, siti istituzionali, wikipedia

Categoria: Territorio

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