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Il Pulo

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Il Pulo di Molfetta è una caratteristica dolina da crollo di origine carsica che si trova a circa 1,5 km dal centro della città di Molfetta, in direzione sud-ovest, creatasi per il cedimento della volta di una o più grotte sprofondate in tempi geologici lontani. La causa è da attribuirsi probabilmente ad un forte sisma oppure all’eccessivo assottigliamento del tetto, provocato da una imponente erosione carsica, tale da non consentire più la resistenza statica al peso delle rocce sovrastanti.
Tale processo é tuttora "in fieri" ed é per questo che alla prossima riapertura del sito al pubblico sarà espressamente vietato non solo entrare nelle grotte, ma anche accostarsi alle pareti (dalle quali il rischio di caduta pietre é sempre presente, anche per la semplice azione meccanica dei rami mossi dal vento o per l’accidentale passaggio di piccoli animali, anche semplicemente di una lucertola!).


Storia

Questa grande voragine si apre, improvvisamente, tra i campi coltivati, nel suolo calcareo con le pareti praticamente verticali che mostrano con grande evidenza le ordinate giaciture delle stratificazioni geologiche sovrappostesi durante il lunghissimo processo di deposizione e successiva diagenizzazione dei sedimenti calcarei che originarono la formazione del basamento calcareo la cui emersione ha dato origine alla Puglia, processo che viene concordemente datato dai geologi tra i 250 milioni ed i 60 milioni di anni fa.
Nelle pareti a strapiombo si aprono gli spechi di innumerevoli grotte su vari livelli, molte delle quali intercomunicanti anche in senso verticale, tutte censite e catalogate con rigore scientifico nel corso degli studi che, a varie riprese, hanno interessato questo sito sin dal XVIII secolo[1].

Nel Neolitico il sito archeologico del Pulo di Molfetta era luogo piuttosto frequentato da popolazioni che vivevano nei pressi della dolina, probabilmente in capanne, come si evince dai numerosi resti rinvenuti nei dintorni, soprattutto nel cosiddetto fondo Azzollini, dal nome del proprietario del terreno in cui nel 1800 avvenne la interessante scoperta archeologica.
Ancora degna di nota è la circostanza che verso il termine del XVIII secolo sull’erboso fondo del Pulo fu autorizzata dal governo borbonico una nitriera, cioè una vera e propria fabbrica - i cui resti sono stati oggetto di un recente restauro - in cui veniva prodotta polvere da sparo a partire dal salnitro, sale contenente azoto (N) e potassio (K), individuato tra i sedimenti del sito dal canonico Giuseppe Maria Giovene, grande studioso naturalista, molto attivo in quei tempi di grande influenza del Positivismo.

In seguito al disastroso terremoto del 23 novembre 1980, noto come il terremoto dell’Irpinia, i cui effetti si fecero sentire in maniera pesante anche a tanti chilometri di distanza, nelle grotte si verificarono numerosi crolli e cedimenti strutturali che ne minarono l’assetto statico tanto da determinarne la chiusura al pubblico. Successivamente si ebbe l’intervento da parte degli Enti competenti al fine della messa in sicurezza del sito e del suo recupero funzionale alla fruizione da parte del pubblico, prevista per la fine del 2008.

Fonti: Rilevazione diretta, interviste, siti istituzionali, wikipedia

Categoria: Insediamenti Rupestri

Città: Molfetta